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LA FRANCIACORTA DÀ IL BENVENUTO A ERBAMATT

Aggiornato il: 3 set 2019

Un vitigno antico, con alta acidità ma soprattutto tipico delle terre bresciane





Sbirciando tra gli appunti di settore, spunta, senza troppa enfasi questo nuovo/grande progetto franciacortino: l'utilizzo del vitigno a bacca bianca "erbamatt" nella produzione dei vini Franciacorta.

Dopo la proposta di modifica del disciplinare (2/1/2017) è possibile utilizzare queste storiche uve fino ad un massimo del 10% per il Franciacorta e Franciacota Rosé, mentre non potrà essere utilizzato per la tipologia Satèn.

uva bianca, tardiva, con poco colore ma un corredo aromatico caratteristico ed un alta acidità

...ma stare pronti! qualcuno l'ha già imbottigliato.



BARONE PIZZINI: TESI UNO

A quanto pare, è dal 2008 che braccia e menti della Cantina Barone Pizzini si arrovellano per interpretare queste uve ed ottenere un prodotto eccellente, come richiede i loro standard qualitativi.

D'altra parte, non ci si poteva certo aspettare vita facile da un uva con questo nome!


In realtà Tesi Uno non potrà essere chiamato Franciacorta DOCG in quanto è stato assemblato con Erbamat per il 60%, Chardonnay 20% e Pinot Nero 20% pertanto, "sfora" il disciplinare. Questo non toglie che vogliamo assolutamente mettere le mani su questa bottiglia anche se ne sono state prodotte 6.000 bottiglie, di cui solo 4.000 destinate al commercio. Le restanti 2000 saranno conservate per studiarne e valutarne l'evoluzione.

Noi rimaniamo fiduciosi di poterla testare...prima poi...e ringraziamo Barone Pizzini per aver ridato vita ad un vitigno nominato già nel 1550 da Agostino Gallo (agronomo) nel suo "Le venti giornate della vera agricoltura e piaceri della villa".

"ha un colore giallo paglierino, al naso emergono note foreali e in bocca risulta agrumato, sapido e dalla spiccata mineralità, l'affinamento sui lieviti è di almeno 60 mesi"

Il Vicepresidente di Barone Pizzini, Silvano Brescianini, ci anticipa l'uscita di altre nuove cuvée e sottolinea l'attenzione posta ad un progetto sperimentale nel pieno rispetto della storicità del vitigno e l'interesse di consolidarne ed accrescerne tutte le potenzialità.



Fonti: http://www.ansa.it/canale_terraegusto, www.lavinium.it/, http://www.gazzettaufficiale.it

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