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DEPROSECCHIZZATO: una presa di posizione frizzantina

Aggiornato il: 3 set 2019


Ma quanto ci piace questo Prosecco?

Personalmente non il mio preferito ma, a parte il giudizio personale, non piace molto nemmeno a Ilenia Vidoni e Pietro Greco, titolari dell'Osteria di Ramandolo, a Nimis, Udine che, in assoluta controtendenza, hanno utilizzato l'hashtag #deprosecchizzato per chiarire una volta per tutte che nel loro locale NON SI SERVE PROSECCO.


In Friuli si è scatenato l'inferno!



Ecco cosa si legge sul post di Facebook :

" Come ormai sapete, circa un anno fa abbiamo fatto una scelta che qualcuno forse ha giudicato estrema o quantomeno “controcorrente”: abbiamo completamente escluso dalla nostra cantina il Prosecco in tutte le sue denominazioni per concentrarci sulla promozione di spumanti di qualità prodotti nella nostra regione. Non ce ne vogliano i produttori di Prosecco, ma c’è un enorme differenza qualitativa tra un vino che rifermenta velocemente in autoclave per un paio di mesi ed al quale bisogna lasciare un notevole residuo zuccherino per “mascherarne” l’acidità e uno spumante che rifermenta piano, piano e rimane in bottiglia per almeno un anno e mezzo (a volte anche 5 anni e oltre!) e che non ha bisogno di “trucchetti zuccherini” per esprimere la sua aroma e la sua persistenza! Abbiamo, se volete, la presunzione di pensare che chi fa il nostro mestiere non debba solo vendere solo ciò che va di moda, bensì abbia anche il compito di comunicare il proprio territorio e le sue eccellenze. Da queste convinzioni, con l’aiuto di Andrea Venier e in collaborazione con Gunnar Cautero de “L’Osteria Della Stazione L’Originale” di Milano, abbiamo sviluppato il logo LOCALE DEPROSECCHIZZATO / AMBIENT DEPROSECHIZÂT. In alto i calici …. Di spumante metodo classico, of course! Salute!


Da un certo punto di vista mi sembra una forzatura questa descrizione, per quanto sicuramente meno elaborato rispetto ad uno spumante metodo classico, il Prosecco ha delle caratteristiche e specificità tutte sue che lo rendono appunto il PROSECCO. Tantissime aziende ci mettono passione e sudore per fare un ottimo prodotto così come non tutti usano "trucchetti zuccherini" per esaltarne le caratteristiche.

Il concetto poteva anche passare, NON PASSA INVECE il modo di denigrare a 360 gradi tutto il settore e questa osservazione/sensazione è palese nei commenti della pagina social.

Fa onore cercare di non vendere solo "ciò che va di moda" e puntare su "altro", è un operazione che richiede coraggio ma porta con se un alto rischio economico soprattutto se gestita con superficialità.


Sono sicura che Ilenia e Pietro non volevano offendere nessuno, ma se l'hanno fatto, niente di male!

So che vi sembra strano quello che dico ma il marketing insegna che "non importa che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli". (In realtà lo disse Oscar Wilde ma facciamo finta di niente).

Quello che voglio dire è che, quel post buttato lì così un 24 dicembre 2018, ha fatto alzare i sederini del Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Il Messaggero Veneto, Cronache di Gusto, ecc...ecc...

Insomma, sarà mica stata una mirata azione di marketing!?!?!??!



Tanto per dare qualche numero:

Ricordiamo che il Prosecco (in tutte le sue denominazioni) nel 2017 ha fatturato 530 milioni di euro per oltre 94 milioni di bottiglie ed il trend è in crescita (dati 2017, fonte ilsole24ore).

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